C’è un teatro che non si ferma al palco, che non si limita a copioni e riflettori. È un teatro che parla alla nostra essenza, che ci ricorda che siamo parte di qualcosa di più grande. Questo è Teatro Selvatico, un’associazione di promozione sociale (APS ETS) fondata nel 2020, che esplora le connessioni profonde tra l’essere umano e la natura. Non solo quella che ci circonda, ma anche quella che vive dentro di noi.
Abbiamo avuto il piacere di intervistare Isacco Caraccio, uno dei fondatori dell’associazione, che sabato 15 marzo terrà un workshop intensivo presso Luna Rossa. Sarà un’occasione per immergersi nel loro approccio teatrale, che invita a riscoprire il legame tra corpo, mente e ambiente.
Che cos’è Teatro Selvatico?
“Definirlo a parole è difficile,” ammette Isacco. “È un progetto vivo, in continua evoluzione. Se dovessi descriverlo oggi, direi che Teatro Selvatico è un luogo di ricerca, dove sempre di più vogliamo collaborare con medici, scienziati e psicologi. L’obiettivo è integrare una visione olistica con quella scientifica, perché crediamo che la curiosità sia la spinta vitale che ci porta a esplorare e a cercare risposte.”
Teatro Selvatico non è solo teatro. È un laboratorio di esperienze, dove si osservano le interazioni tra corpo, mente e gruppo, attraverso il contatto con la natura e l’immaginazione. “Non si tratta di scegliere tra visione olistica e scientifica,” spiega Isacco, “ma di andare oltre, integrando entrambe per ampliare le possibilità di comprensione e trasformazione.”
Cosa si vive in un workshop di Teatro Selvatico?
Ogni dettaglio è importante. Teatro Selvatico crea un’esperienza che inizia dal momento in cui il partecipante entra nello spazio. “Curiamo ogni aspetto: la luce, i profumi, il suono, persino il modo in cui accogliamo le persone. Lo spazio diventa un luogo che ti invita ad aprirti, ad ascoltare e a sentire.”
La natura, quando presente, non è solo un contesto, ma una guida. “Il vento, il canto degli uccelli, i profumi della terra: tutto questo è parte del teatro. Ma anche in uno spazio chiuso possiamo evocare la natura attraverso l’immaginario. È lì che il teatro trova la sua forza: nel trasformare un luogo qualsiasi in un mondo interiore da esplorare.”
Un workshop di Teatro Selvatico è un’esperienza attiva: “Si può strisciare, cantare, ballare, persino fare un inno d’amore a sé stessi. Il corpo diventa il protagonista, e attraverso di lui scopriamo parti di noi che spesso ignoriamo. È un viaggio che parte dal corpo per arrivare al cuore.”
Il workshop a Luna Rossa: immaginazione e contatto
Il workshop del 15 marzo sarà un’esperienza intensa, ma diversa rispetto a un lavoro immerso nella natura. “Creeremo uno spazio in cui l’immaginazione avrà un ruolo centrale, ma lavoreremo anche molto sul contatto,” spiega Isacco.
“Quando si lavora sul contatto, inevitabilmente si lavora su limiti e confini, sull’importanza dei no. È un lavoro delicato ma fondamentale, perché ci aiuta a riconoscere cosa vogliamo davvero e cosa invece non vogliamo. Allo stesso tempo, ci allontaniamo da una sessualizzazione del corpo per entrare in una ricerca più profonda: quella di una presenza autentica e di un corpo che non è solo fisico, ma anche emotivo ed energetico.”
L’obiettivo è creare uno spazio sicuro e accogliente, dove i partecipanti possano esplorare il proprio modo di essere presenti, di ascoltare sé stessi e gli altri, e di scoprire nuove possibilità di espressione.
Le radici e le ispirazioni di Teatro Selvatico
Teatro Selvatico affonda le sue radici nel lavoro di grandi maestri come Jerzy Grotowski, **Eugenio Barba, **Peter Brook e il Living Theatre, ma non si ferma qui. “Ci ispiriamo a mille altri approcci,” racconta Isacco. “Ogni disciplina, ogni esperienza che ci tocca, diventa parte del nostro bagaglio. È un continuo apprendimento e scambio.”
L’associazione è in costante evoluzione, arricchendosi di nuove discipline e collaborazioni. “Alcuni di noi stanno approfondendo la biotransenergetica, altri lavorano con psicologi e terapeuti. Ogni incontro, ogni studio, ci permette di ampliare la nostra visione.”
C’è una forte connessione tra teatro e terapia: “Collaboriamo con psicologi e scienziati, che spesso restano sorpresi da quanto il nostro lavoro possa supportare le loro pratiche. Anche con i ragazzi delle scuole superiori abbiamo visto risultati incredibili. Arrivano pieni di blocchi, pregiudizi, verità assolute. Ma il teatro li aiuta a smontare queste barriere, a scoprire che possono essere altro.”
Il teatro come ritorno a sé stessi
Secondo Isacco, il teatro ha oggi un compito importantissimo: riportare le persone all’ascolto di sé. “Viviamo in un mondo che ci dice continuamente chi dobbiamo essere. Ma il teatro ci insegna ad ascoltare il nostro ‘dentro’ e a riscoprire il Desiderio. Non quello di avere, ma quello di essere.”
Se siete curiosi di sperimentare tutto questo, non perdete l’appuntamento con Teatro Selvatico: sabato 15 marzo, dalle 10 alle 13.
Per info e iscrizioni: info@lunarossateatro.it